La caduta dei capelli riguarda tanto gli uomini quanto le donne, ma, per quanto la perdita di volume della chioma non sia piacevole per nessuno, la situazione può presentarsi in due modi diversi. Noi di Starks ci interessiamo a diverse tecniche di gestione dell’invecchiamento, tra cui il trapianto di capelli.

Nel caso di perdita temporanea dei capelli, che può essere causata da numerosi fattori come ansia, carenza di ferro o vitamine, o da alcune malattie, la massa di capelli caduti rappresenta semplicemente il rinnovamento della chioma. Si tratta di un processo naturale, per cui non è necessario prendere in considerazione il trapianto. Se questo è il tuo caso, richiedi la consulenza di un professionista sanitario, in grado di studiare il tuo stile di vita e diagnosticare la causa della perdita per proporti un trattamento o una soluzione.

Un trapianto di capelli è raccomandato solo nel caso di perdita permanente dei capelli, poiché, se la perdita fosse temporanea, l’intervento potrebbe destabilizzare l’area della cute in cui i capelli devono essere impiantati.

Se la perdita di capelli è permanente, è possibile considerare un trapianto eseguito da un chirurgo specializzato. Quindi, quando è necessario ricorrere a un trapianto di capelli?

Diversi fattori da considerare

Età del paziente

Gli individui affetti da alopecia precoce sviluppano molto spesso, e piuttosto presto, ampie aree di calvizie. Il problema è che, per valutare la possibilità di un trapianto, è necessario che la calvizie si sia stabilizzata per evitare risultati rischiosi.

Al di là di queste considerazioni, l’età del paziente non influisce sull’impianto, purché l’alopecia sia stabilizzata. 

Disagio espresso dal paziente

Un trapianto di capelli è una soluzione che mira a risolvere il disagio provato dal paziente a causa della perdita di capelli. Non bisogna però dimenticare che il trapianto è un intervento chirurgico, che va valutato e programmato.

La decisione di procedere deve partire dal paziente stesso, non da chi lo circonda.

Grado di calvizie

Lo sviluppo dell’alopecia non procede allo stesso modo per tutti e può coinvolgere aree capillari diverse (area parietale, fronte, vertex, chierica e tempie). A seconda del grado di calvizie, quindi, il metodo di trapianto varia per poter trattare l’alopecia in maniera adeguata.

Qualità della zona donatrice 

Poiché un trapianto consiste nell’impiantare i capelli rimanenti del paziente, la qualità della zona donatrice è un fattore fondamentale da tenere in considerazione, sia prima di eseguire la procedura, sia al momento di scegliere la tecnica di intervento.

Un trapianto eseguito ai primi stadi della perdita di capelli consente inoltre una transizione più semplice

Il motivo si spiega molto semplicemente: se trattiamo la calvizie nelle fasi iniziali, il risultato dopo l’intervento sarà della stessa qualità, e né il paziente, né le persone che lo circondano avranno la possibilità di vedere il cuoio capelluto calvo. Il numero di bulbi da impiantare è minore, e l’intervento risulta più breve, meno costoso e, in ultima analisi, anche meno spiacevole per il paziente.

Un bel vantaggio! Il momento migliore per un trapianto di capelli è tuttavia quello che sceglie il paziente, in base alle proprie aspettative e, soprattutto, al grado di stabilizzazione della propria alopecia.

Eseguire un’autodiagnosi e valutare il proprio stadio di alopecia

La scala di Norwood-Hamilton, che prende il nome dai due medici che l’hanno ideata, è utilizzata per misurare l’evoluzione dell’alopecia. La scala prevede sette livelli, che vanno da un’alopecia minima alla calvizie (perdita totale dei capelli).

Stadio 1

L’individuo presenta una perdita di capelli molto leggera, di poco superiore alle proporzioni di una caduta temporanea. Si nota un lieve arretramento dell’attaccatura parietale, ma l’alopecia rimane ancora difficile da diagnosticare in questa fase.

Stadio 2

L’attaccatura lungo le tempie e la linea frontale inizia ad arretrare in maniera simmetrica, il vertex inizia a mostrare un diradamento. A questo stadio dell’alopecia sono possibili trattamenti con vitamine o tramite fototerapia con luci a LED.

Stadio 3

In questo stadio si accentua la situazione osservata in quello precedente. A questo punto è possibile eseguire una diagnosi di alopecia, monitorarne la stabilizzazione e, quindi, valutare la possibilità di un trapianto di capelli.

Stadio 4

Si nota un ulteriore arretramento dell’attaccatura nelle aree citate in precedenza, oltre a un principio di calvizie sul vertice della testa.

Stadio 5

Le due aree colpite sono così diradate da toccarsi.

Stadio 6

Come lo stadio precedente, ma accentuato: le aree glabre nella parte frontale e sul retro si allargano.

Stadio 7

Ultimo stadio dell’alopecia. Corrisponde alla calvizie, ossia alla perdita quasi completa dei capelli nella parte superiore e frontale del capo.

La scala Norwood-Hamilton consente di valutare lo stadio della propria alopecia e capire se sia stabile o meno. A seconda del risultato, puoi decidere di prendere appuntamento con uno specialista e pensare a un progetto di trapianto.

Confermare la scelta del trapianto con uno specialista

Richiedere la consulenza di uno specialista consente di determinare se la caduta dei capelli è temporanea o definitiva, ma anche di individuare il trattamento più adeguato alla situazione – dato che in alcuni casi il trapianto non è necessario. Una consulenza permette infine di valutare i rischi associati ai trattamenti o al trapianto.

In base alla diagnosi, lo specialista sarà anche in grado di rispondere a qualsiasi domanda relativa alle soluzioni proposte. Per tenere d’occhio l’esito dell’operazione, è inoltre buona prassi programmare quanto prima possibile il monitoraggio dopo la procedura. La cosa più importante dopo l’operazione è sentirsi bene, ma anche adottare tutti gli accorgimenti necessari affinché il decorso avvenga senza complicazioni.

Per fare la scelta giusta riguardo al chirurgo, ti consigliamo di:

  • non esitare a rifiutare un consulto con uno specialista che non sembra professionale;
  • chiedere di vedere foto del “prima e dopo” di casi simili al tuo;
  • non esitare ad esporre tutti i tuoi dubbi, soprattutto riguardo ai risultati dell’intervento;
  • consultare diversi medici per ottenere una o più opinioni comparative che possano aiutarti a prendere la tua decisione;
  • non eseguire un trapianto di capelli con un professionista che non ti ha trasmesso fiducia durante il consulto;
  • per riassumere, chiedere al tuo chirurgo trasparenza e un monitoraggio professionale della tua situazione.

Scegliere la tecnica di trapianto più adatta

Esistono diversi metodi e tecniche per eseguire un trapianto di capelli, che il chirurgo sceglie in base all’alopecia e alle aspettative del paziente. Se decidi di sottoporti a un trapianto, dopo la diagnosi del medico, chiedi al tuo specialista quale metodo si adatta meglio alle tue esigenze.

Tutti i tipi di intervento sono eseguiti in anestesia locale e quindi totalmente indolori.

La tecnica FUE (Follicular Unit Extraction)

La tecnica FUE (Follicular Unit Extraction) è un metodo di trapianto dei capelli che consiste nell’estrarre i follicoli dall’area donatrice senza praticare incisioni, per poi reimpiantarli nelle aree riceventi. I materiali usati possono essere diversi. In base a questi, possiamo distinguere tre tipi di FUE:

  1. FUE semiautomatica, eseguita utilizzando un trapano automatico. Il chirurgo sceglie i follicoli da estrarre e li reimpianta, manualmente o con l’aiuto di uno strumento apposito;
  2. FUE robotica, eseguita utilizzando un braccio meccanico. il braccio è controllato da un programma e dotato di una telecamera per identificare i follicoli da reimpiantare (che vengono poi confermati dal medico). I follicoli rimossi sono quindi reimpiantati nelle aree glabre;
  3. la tecnica FUE “One Touch” utilizzata da Starks Hair è una versione avanzata di questo tipo di trapianto, che offre numerosi vantaggi: la soluzione è infatti indolore, non lascia cicatrici e consiste nell’impiantare i follicoli uno a uno, garantendo un lavoro estremamente preciso e un risultato molto naturale.

Il metodo FUE è il più utilizzato perché non provoca molto dolore e richiede un periodo di recupero breve. Va inoltre notato che l’operazione non lascia cicatrici, con un risultato più discreto e naturale.

  • La tecnica di trapianto FUT, che prevede la rimozione dei follicoli dalle aree con maggiore densità di capelli sulla nuca, è un metodo di trapianto più consolidato ed economico. Lascia però delle cicatrici, e l’invecchiamento dei capelli impiantati a volte lascia a desiderare.
  • La tecnica DHI è il metodo di trapianto dei capelli sviluppato più di recente, che consiste nell’introdurre un bulbo estratto in una penna per l’impianto, consentendo così di impiantarne uno a ogni inserimento. Sono usate più penne, ognuna con circa quindici aghi. Questo metodo garantisce una densità capillare molto elevata e, dunque, un ottimo risultato. Si tratta però della tecnica più costosa, che richiede inoltre un team di professionisti.

Per ottenere dei risultati all’altezza delle tue aspettative, scegli la tecnica di trapianto più adatta alla tua diagnosi e alle tue esigenze. Nella scelta della tecnica, va tenuto conto di vari fattori: le dimensioni della calvizie, il numero di impianti necessari, la qualità e la densità dell’area donatrice, ma anche il tuo stile e le tue abitudini.

Non esitare a consultare uno specialista anche lontano dalla tua zona, se è esperto nel metodo di trapianto che hai scelto. Come saprai, un trapianto di capelli è un intervento costoso che deve essere pensato e preparato con cura. Starks Hair gestisce tre cliniche, a Montpellier (Francia), Milano e Salonicco (Grecia). Tutte e tre offrono risultati impeccabili nel monitoraggio del cuoio capelluto.

Crea un ambiente sano prima e dopo la procedura

Potrai riprendere qualsiasi attività professionale e sociale dal giorno successivo all’intervento. Prima dell’intervento, dovrai però prendere qualche precauzione.

Ad esempio, per un certo periodo di tempo dopo l’operazione, è caldamente sconsigliato di fumare: il consumo di tabacco ha infatti ripercussioni sulla circolazione sanguigna e, quindi, anche sul funzionamento del cuoio capelluto. Preparati a smettere, se non vuoi complicare inutilmente la crescita dei nuovi capelli.

Prima di un trapianto è sconsigliato anche l’uso di trattamenti locali per l’alopecia (minoxidil al 5%, ad esempio). Lo stesso vale per il consumo di alcool e altre sostanze, che si raccomanda di non assumere nelle 48 ore precedenti l’intervento.

Un trapianto di capelli può essere eseguito in qualsiasi periodo dell’anno. Gran parte dei pazienti, però, preferisce avere delle ferie a disposizione dopo l’operazione. Se anche questo è il tuo caso (del resto, è una buona idea per ottimizzare la procedura), sappi che è meglio non fare bagni in mare né esporsi al sole per un massimo di venti giorni dopo l’operazione. Se vai in piscina, è consigliabile aspettare almeno cinque mesi dopo il trapianto per evitare il contatto con il cloro.

Per finire, abbi fiducia in te stesso!

Sottoporsi a un trapianto di capelli è spesso un modo per riacquistare fiducia in sé stessi dopo essere stati messi a dura prova dall’alopecia. Non c’è motivo per spaventarsi di un trapianto di capelli: se ne senti la necessità, e se applichi tutti i nostri suggerimenti, provaci!

Non esiste un momento preciso o ideale per eseguire l’intervento. Fallo se ti senti pronto e a tuo agio.

Sappi che le odierne tecnologie di trapianto dei capelli sono le più avanzate di sempre e, a meno che tu non t’imbatta in qualcuno di poco professionale, le probabilità di subire conseguenze devastanti dopo l’intervento sono nulle.

Se dopo aver letto questo articolo hai ancora domande sul trapianto di capelli, Starks Hair sarà lieta di rispondere e assisterti nel trattamento della tua alopecia!

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