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I moderni trapianti di capelli, come l’autotrapianto FUE One-touch, garantiscono risultati sorprendenti a fronte di interventi non invasivi. Ma la storia dei trapianti per capelli è lunga, scopriamola.

I primi esperimenti di trapianto dei capelli

I primi tentativi furono effettuati nel XVIII e XIX secolo, che fu l’inizio della storia del trapianto di capelli sia come trapianto di capelli umani che animali. È nel XIX secolo che è stata elaborata la prima vera metodologia di innesto. 

Il primo trapianto di capelli di successo è stato documentato nel 1822 da uno studente di medicina a Würzburg, in Germania. Durante quella storica operazione, per la prima volta riuscirono a spostare dei capelli da una zona all’altra della testa. Ovviamente, questi primi trapianti di capelli erano molto diversi dalle procedure di trapianto di capelli odierne. 

Il 1897 è un altro momento importante nella storia del trapianto di capelli. In quell’anno, infatti, Menahem Hodara ebbe successo nel trapianto di capelli prelevati da aree non affette del cuoio capelluto su cicatrici rese calve in seguito ad un’infezione funginea: fagus.

Il trapianto di capelli negli anni ’30

Nel 1939 inizia la storia dei trapianti di capelli moderni. Un dermatologo giapponese, Okuda, era attivo nella ricerca di una soluzione alla perduta crescita dei capelli dovuta ad una bruciatura del cuoio capelluto. Il suo metodo era il Drilling Technique e fu esclusivo del Giappone, con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, finché non venne riscoperto nel 2004.

La tecnica consisteva nella traslocazione di parti di pelle contenenti follicoli piliferi su aree danneggiate. La guarigione degli innesti cutanei permette così la produzione di capelli nelle aree del cuoio capelluto fino a quel momento calve. 

Norman Orentreich, all’inizio degli anni ’50, eseguì il primo trapianto di capelli specifico per il trattamento della calvizie maschile e della caduta dei capelli. Tuttavia, Orentreich non ottenne grande successo, nonostante avesse utilizzato follicoli piliferi lunghi 4 mm, i capelli non apparivano comunque naturali e ciò creava dello scontento nei confronti delle vecchie tecniche di trapianto di capelli.

Il trapianto di capelli negli anni ’70

I progressi nella strumentazione chirurgica, quali manipoli e mascherine distanziate, consentirono il posizionamento di tagli circolari multipli e più piccoli (2-4 mm) in un unico slot.

Il trapianto di capelli negli anni ’80

Negli anni ’80, gli innesti a punzone di grandi dimensioni furono sostituiti da una tecnica in cui essi venivano rimossi dall’area resistente e tagliati per formare minigraft e micrograft che conferivano rispettivamente pienezza dei capelli e un’attaccatura assottigliata, dunque un aspetto più naturale.

Il trapianto di capelli negli anni ’90

Il FUT (Follicular Unit Transplantation) è una tecnica che risale agli anni ’90 in cui il chirurgo massimizza l’effetto cosmetico della procedura consentendo di trapiantare migliaia di innesti di capelli in una singola sessione, chiamata “Mega Session”, e in sicurezza.

Tale tecnica richiede le stesse abilità previste per minigraft e micrograft, consistendo praticamente in un’amplificazione dei risultati di tali sessioni più piccole di cui vennero anche corrette delle imperfezioni. Infatti, le dimensioni dell’innesto erano arbitrarie e non imitavano le naturali dimensioni dei capelli.

Il metodo di trapianto preferito oggigiorno è, invece, la tecnica FUE (Follicular Unit Extraction) che sviluppa ulteriormente la tecnica FUT, consentendo di estrarre i singoli follicoli piliferi dall’area donatrice e trapiantarli nell’area calva, rimanendo una tecnica priva di complicazioni. 

I laboratori Starks hanno affinato la tecnica FUE One-touch, l’ultima generazione degli autotrapianti di capelli. Ottieni maggiori informazioni visitando il nostro sito, e prenota subito una consulenza presso la nostra clinica di Milano.